La bella gente

Sottotitolo: Il Serial Killer del Panettone
 
La seguente storia, come tutte quelle raccontate su questo blog, è vera.
 
Ieri sera i Lava Lava Love suonavano a Padova. Essendo Padova a un tiro di schioppo da Venezia, ed essendo che al concerto ci andava gente che non vedevo sa un sacco di tempo (con “gente che non vedevo da un sacco di tempo” intendo Mist) ho deciso di fare un salto.
Un’altra delle motivazioni che mi ha spinto ad andare al concerto è che così ho visto più concerto dei LLL di uno dei LLL stessi. Speravo di essere anche l’unica persona ad essere stata a tutti i loro concerti, ma il titolo è in contesa con Lorenzo, il fratello di Max (che peraltro avrà modo di superarmi nel periodo in cui sarò a Berlino).
Comunque, dicevo, dovevo andare a Padova, e quindi sono andato in stazione a prendere il treno.
Dovevo andare solo fino a Vigonza, poi Mist sarebbe venuto a prendermi e mi avwerebbe portato in macchina sino al luogo del concerto.
 
In treno si è seduto di fronte a me un tizio sulla trenta-quarantina dalla faccia molto simpatica.
Cotale tizio ha iniziato ad armeggiare con lo zaino ed ha estratto un sacchetto contenente del cibo.
Siccome lo stavo guardando mentre compiva queste operazioni, il tizio mi ha gentilmente offerto un pezzo del suo cibo.
Gli ho chiesto che cosa fosse, così tanto per, e lui mi ha detto che era panettone. Io gli ho detto “Figata!” e lui me ne ha dato un pezzo.
Ora, forse la vostra mamma vi ha insegnato a non accettare panettone dagli sconosciuti, e magari ha fatto bene, ma io sono così ottimista verso il mondo che gli ho detto di sì senza pensarci.
Mentre mangiavo ripensavo ai racconti della mia amica Kiran, che è indiana e mi ha raccontato che in India ti dicono che non devi accettare cibo dalla gente perché ci mettono dentro dei narcotizzanti, ti fanno dormire, ti derubano e poi già che ci sono ti ammazzano.
Dunque io ero lì che mangiavo e ho iniziato a sentirmi strano. Tipo che il panettone mi sapeva avere un gusto strano e ho iniziato a sudare e cose così.
Ho pensato quindi di essere diventato vittima del terribile Serial Killer del Panettone.
Dunque ho velocemente pensato che averi potuto mandare un messaggio a Mist dicendogli “Ho accettato del panettone da uno sconosciuto, se non scendo a Vigonza vuol dire che era il terribile serial killer del panettone”.
Ho iniziato a studiare il mio compagno di viaggio cercando in lui segni di attesa si un mio cedimento.
Lui ha estratto un mazzo di carte dalla giacca e ha iniziato a mescolarlo. Lo mescolava e mi guardava.
Ho pensato che potesse essere un artista di strada, tipo un mago come Erik che ho conosciuto quest’estate e a Verona.
La tesi era avvalorata anche dal fatto che il tizio avevo una borsa con dentro numerosi oggetti dai colori brillanti.
Avrei anche potuto chiedergli “Scusi, ma lei è un mago?” ma avevo paura di sentirmi rispondere “No, sono un serial killer!”.
 
 
Comuqnue si dice tutto ciò per dire, eh, io mi faccio dei viaggi mentali paurosi, eh.
Tizio che mi ha dato il panettone, sei stato gentilissimo e serberò il ricordo del nostro incontro nel mio cuore per sempre.

25. marzo 2011 by vanooger
Categories: diario di bordo | Leave a comment

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