2 days out

Ovvero: un weekend in cui a fatica ho speso soldi. Ma poi ce l’ho fatta a spenderli. Eccome.
O anche: un weekend di Sesso, Dorga e Rock’n Roll. Senza droga. E senza sesso.
O pure: figo risvegliarsi in un film. Poco meno se quel film è The Hangover.

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[La vista dall'appartamento dove mi sono svegliato domenica mattina]

Ieri mattina mi sono svegliato sul pavimento di un appartamento affacciato sul porto di Melbourne. Sul divano c’erano due tizi che avevo conosciuto la sera prima. Ho preso il telefono per guardare l’ora ed erano le 8. Il mio volo per tornare a Gold Coast partiva, appunto, alle 8. E alle 12 dovevo essere al lavoro.

Ma andiamo con ordine.

Poco più di un mese fa sono stato assunto come pizzaiolo nel ristorante di un albergo. Al momento della mia assunzione stavano cercando due pizzaioli, ma oltre a me non hanno trovato nessuno.
Così per un mese ho lavorato praticamente tutti i giorni. Con “praticamente tutti i giorni” intendo che negli ultimi 30 giorni ho avuto un solo giorno libero (19 giorni fa per la precisione). Pazzesco.
Ma vabbè, dopo un po’ uno si abitua.
E in realtà non era neanche malaccio, visto che mi pagavano (e tuttora pagano) bene e che mangio al ristorante tutti i giorni.
In pratica, a parte per pagare l’affitto, tutti i soldi che ho guadagnato sono rimasti felicemente nel mio conto in banca.

E così siamo arrivati a questa settimana, dove finalmente un altro pizzaiolo ha cominciato a lavorare e a me sono stati concessi due giorni liberi consecutivi.
Una cosa stupenda.
E quindi, forte del mio conto in banca ben fornito, mi sono concesso il lusso di andarmene a Melbourne per due giorni.
Da solo, chiaramente, perché qua non è che io conosca molta gente.

E non avendo la minima idea di cosa ci fosse da fare e vedere nella suddetta città, la sera prima di partire ho chiesto consigli sui social network. E qui mia sorella mi ha risposto di contattare la sua amica Imogen (che lei aveva conosciuto su un treno in Germania) che vive proprio a Melbourne.
Così ho fatto. Le ho scritto attorno a mezzanotte chiedendole se le andava di incontrarci per una birra, senza però nutrire troppe speranze sulla cosa.
In fin dei conti avevo appena scritto a una tizia a caso se di lì a 15 ore le andava di venire a prendere una birra con me.

La mattina dopo, mentre ero all’aeroporto, ho ricevuto la risposta al mio messaggio, che diceva: “Certo che ci possiamo incontrare per una birra. Anche più di una. E se non hai un posto dove dormire puoi venire a casa mia”.
Insomma, mia sorella su quel treno in Germania aveva conosciuto la persona migliore del mondo.

E in effetti io non avevo un posto dove dormire, siccome chiaramente dalla mia esperienza a Dubai non ho imparato nulla.

Ho quindi chiamato Imogen e ci siamo accordati per trovarci verso le 15 a casa sua. Arrivato là ho lasciato giù lo zaino e siamo andati a bere una birra(offerta da lei tra l’altro) in un pub lì vicino.
Dopo un’oretta lei doveva andare in università per finire un lavoro, e ci siamo accordati per trovarci più tardi.
Mi ha lasciato le chiavi di casa e la tessera dell’autobus di Melbourne.
Cioè, capiamoci, una tizia che fino a 12 ore prima neanche sapeva della mia esistenza, eh.
Pazzesco.

Ho dunque girato un po’ a caso per la città, che per inciso è fighissima (non a caso è tipo al primo posto tra le città più vivibili del mondo).
Verso sera mi sono ricongiunto con Imogen e assieme ad alcune sue amiche siamo andati a cenare in un posto dove si mangia a volontà e si paga quello che si ritiene giusto.
Tipo che si può anche non pagare.
Io ho appunto pagato 5$. Questo potrebbe farmi sembrare un pezzente, ma tenete conto che:
- Altra gente si è portata addirittura dei tupperware da riempire di cibo;
- Quando ho dato la banconota da 5$ all’amica che stava raccogliendo i soldi per poi andare a pagare lei ha detto “Figata! Una banconota! Così sembra che stiamo pagando un sacco!”.
Quindi ecco.

Dopo cena siamo tornati a casa di Imogen per quello che era stato definito un “party”.
Praticamente eravamo quattro persone (e un coniglio) e il fulcro della serata è stato la ragazza di Imogen che fa la fisioterapista e ha passato la serata ad aggiustare i problemi di postura delle altre persone presenti.
E insomma, questa cosa di portare un fisioterapista alle feste secondo me è una cosa geniale.

Noterete che a questo punto della storia ho speso, a fatica, 5 dollari.

La mattina seguente ho chiamato il mio amico Giovanni, un mio compagno di università che sapevo essere a Melbourne.
Mi sono trovato con lui e i suoi cugini ad ora di pranzo in una Steak House dove stavano giusto aspettando me per ordinare da mangiare.
Qui ho avuto finalmente modo di ordinare carne di canguro e devo ancora capire se mi è piaciuta o no.

Dopo pranzo sono stato invitato a unirmi a una crociera lungo il fiume Yarra. E chiaramente ho detto sì.
Siamo ritornati a terra dopo un paio d’ore e io sono andato a riportare a Imogen le sue chiavi di casa. Questa seconda sera non potevo stare a dormire da lei perché doveva già ospitare suo padre, ma la famiglia australiana del mio amico Giovanni mi aveva invitato a stare nell’appartamento che avevano affittato (loro non sono di Melbourne ed erano qui per tipo una settimana), quindi nessun problema!

Sono dunque tornato a casa di Giovanni e dopo una cena a base di pizza abbiamo passato il tempo suonando.
C’erano infatti due chitarre, e i cugini di Giovanni suonano (e cantano) benissimo, quindi è stato molto fico.
Loro suonavano ovviamente canzoni inglesi, quindi a un certo punto ho detto che se avessero dato le chitarre a me e Giovanni avremmo potuto suonare qualcosa in italiano.
Ci siamo cimentati in una cover di Eppur mi son scordato di te che devo dire è riuscita proprio bene.

Dopo un’oretta siamo usciti e abbiamo girato per quelli che ricordo essere tre bar, ma potrebbero anche essere stati di più.
Ebbene sì, perché abbiamo bevuto.
E non ricordo bene come sia andata a finire, ma non dovevo essere molto lucido se a un certo punto ho deciso che “dormo per un paio d’ore, poi mi sveglio e vado all’aeroporto”.
No, Paolo del Passato, hai fatto una stronzata!

Come ho detto all’inizio del post mi sono svegliato alle 8. Tutti gli altri chiaramente ancora collassati.
Ho arraffato tutte le mie cose (tranne un paio di occhiali Ray-Ban che avevo trovato per terra la sera prima e che credo di aver lasciato nell’appartamento) e mi sono catapultato all’aeroporto.
Qui ho avuto modo di pronunciare una classica frase da film come “Presto, un biglietto per il primo volo per Gold Coast!”.
Fino a questo preciso istante le spese del mio weekend a Melbourne erano state irrisorie. Non più di 50$ stando larghi.
Ecco, dopo questo momento alla cifra si è aggiunto uno zero in più.

Questo nuovo volo decollava alle 10 e sarebbe dovuto atterrare alle 11, lasciandomi ben un’ora di tempo per recarmi al lavoro.
Solo che qualcuno a bordo dell’aereo si sentito male e hanno ritardato la partenza per farlo scendere.
A questo punto ho dovuto chiamare al lavoro e dire che “faccio tardi un’oretta”.

Arrivato a Gold Coast ho controllato sull’applicazione degli autobus quale fosse il percorso più rapido per arrivare al lavoro.
C’erano due opzioni:
- Un autobus diretto che ci metteva un’ora e 10 minuti;
- Un percorso con un cambio di autobus che partiva prima e ci metteva un po’ meno di un’ora.

Chiaramente ho optato per la seconda opzione, visto che ero di frettissima.
Solo che appena l’autobus è partito e sono andato a chiedere all’autista di dirmi dove dovevo scendere per cambiare linea questi mi ha risposto “Hai fatto un terribile errore! Dovevi scegliere l’altro autobus!”. (Sì, l’ha detto in questo tono drammatico)
In pratica questo autobus era in leggero ritardo, e quello che avrei dovuto prendere in seguito si trovava davanti a noi.
L’autista ha però chiamato via radio l’altro autobus, chiedendogli di aspettarci alla fermata successiva per farmi salire.
Assurdo. (Vedi che alla fine a dedicare canzoni agli autobus il karma ti ripaga?)

E così alla fine sono arrivato al lavoro.

Alcune considerazioni:
- A causa della scarica di adrenalina ricevuta al mio risveglio alle 8 di mattina non sono riuscito a chiudere occhio in aereo, e al lavoro ero stanchissimo;
- Sul volo, sebbene fosse un low-cost, mi hanno trattato con riguardo. In pratica con tutti i soldi che gli ho lasciato giù mi sono guadagnato un servizio di prima classe. Lo stewart è venuto da me dicendomi “Mr Paolo? This is included in your ticket” e dandomi da bere e da mangiare.

Io mi sono sentito all’incirca così.

14. ottobre 2013 by vanooger
Categories: Australia, diario di bordo | 2 comments

Comments (2)

  1. Fantastico! Sono contento che ti stia divertendo laggiù!!! :)

  2. Mr Paolo la prossima volta datti malato!

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