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Ovvero: il Diario di Bordo per una volta è davvero tale!

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Oggi sono giunto alla fine del viaggio che avevo descritto in questo post, tornando, dopo poco più di 5 settimane, alla mia vecchia casa a Gold Coast.
Le ultime 3 settimane del viaggio le ho passate a Cairns, che si è meritata il titolo di mia città australiana preferita (conto di tornarci presto!), dove ho preso il brevetto da sub.
Di queste 3 settimane, ben 11 giorni li ho passati in mezzo all’oceano a fare immersioni sulla barriera corallina. È stato forse il periodo più bello di tutto il viaggio (a pari merito col Red Centre).
Siccome faccio fatica a mettere assieme tutte le figate che sono successe ho deciso di stilare soltanto una semplice lista dei motivi per cui fare immersioni è una figata pazzesca:

- Stappare le orecchie. La sensazione delle orecchie che si stappano è una sensazione bellissima. E facendo immersioni la si prova in continuazione. Questa è senza dubbio la cosa migliore del fare immersioni.
- Ti senti come un supereroe. Indossare la muta ha due effetti contrastanti: ti senti un ciccione di merda, ma anche un supereroe. A me piace propendere per la seconda opzione. Inoltre tutta l’attrezzatura che ci si carica sulle spalle mi fa sentire tipo Batman.
- È come volare. È così, c’è poco altro da dire.
- Ah, sì, e poi le figate che si vedono sott’acqua. Tipo le tartarughe marine. Le tartarughe sono stupende. E gli squali. E i pesci. E tutto. Probabilmente la volta che mi capiterà di andare a fare immersioni in un relitto impazzirò.
- Il motivo principale per cui ho preso il brevetto da sub è per trovare telecamere, possibilmente GoPro, smarrite sulla Barriera Corallina. So che sono là. Per il momento non ho ancora avuto successo.

Questo insomma.
Ma vediamo un po’ cosa è successo, che mi è venuta voglia di scrivere.

Il 18 giugno dovevo prendere un aereo da Gold Coast per andare a Cairns. Il volo partiva alle 8 del mattino, e secondo il mio amico Google non c’erano autobus per arrivare all’aeroporto in tempo.
Ho dunque deciso di recarmi là la sera prima, con l’idea di dormire dentro l’aeroporto.
Giunto là alle ore 23:01 ho scoperto che il Gold Coast Airport chiude ogni notte dalle 23 alle 5. Fantastico.
Dopo una camminata alla ricerca di un ostello nelle vicinanze mi sono dovuto arrendere all’idea di dormire su una panchina.
Questa panchina, per la precisione.
Bè, qui è inverno e fa abbastanza freddino.
Fortunatamente avevo con me un sacco a pelo, che mi ha salvato dal congelamento, ma neppure quello mi ha protetto completamente.
Per tutto il volo ho indossato due felpe, che ho tolto solo una volta arrivato a Cairns, che con il suo clima tropicale mi ha riportato a una temperatura corporea accettabile (quella stessa sera mi sono ritrovato a dormire in mutande con la finestra spalancata. Fantastico).

Cairns è una città che fa 143mila abitanti. Però a quanto mi hanno detto durante il picco della stagione si popola di tipo un milione di turisti.
Credo sia a causa di questo che un buon 50% degli edifici di Cairns sia costituito da ostelli.
Come scegliere dunque l’ostello giusto in questa abbondanza? La soluzione che ho adottato è stata quella di spostarmi di volta in volta nell’ostello che mi era necessario.
Ogni ostello ha convenzioni diverse con le varie attività commerciali, quindi per esempio la prima sera sono andato a dormire nell’ostello che offriva il pick-up dall’aeroporto per 5$. Le sere successive sono stato in un ostello che forniva pasti scontati (6,50$ per piatto, contorno e bibita), mentre l’ultima sera ho dormito nell’ostello che il giorno dopo mi forniva il bus gratuito per l’aeroporto.
Ma in realtà in ostello non ci sono stato tantissimo, perché dopo due giorni di lezioni in piscina il mio corso da sub si è spostato sulla barriera corallina.
Tra le fantastiche cose che si imparano durante il corso ci sono skills come:
- Togliere e rimettere la maschera sott’acqua (si può fare!);
- Fare lo stesso col respiratore;
- Togliersi l’intero equipaggiamento;
- Condividere l’aria con qualcun altro.
E un sacco di altre cose così.
Dopo 3 giorni nell’oceano, ottenuto il brevetto, siamo ritornati sulla terraferma.
Qui avevo due giorni liberi prima di reimbarcarmi di nuovo per la Barriera, e ho deciso di occuparli andando a vedere l’altra grande attrazione che i dintorni di Cairns hanno da offrire: la foresta pluviale.
In un tour di due giorni che comprendeva, tra le altre cose, un’escursione in bici e una in canoa, ho avuto occasione di nuotare sotto una cascata e ho imparato che in Australia c’è una pianta simile all’ortica ma con effetti molto più devastanti. Tipo che se la tocchi la puntura può bruciare per un periodo che va da un mese a due anni. E non c’è rimedio. Una cosa talmente dolorosa, da come me l’hanno descritta, che una parte di me voleva toccarla per provare l’esperienza.

Il giorno del mio compleanno, ovvero il 27 giugno, mi sono diretto al porto per imbarcarmi nuovamente per la Barriera Corallina, ma questa volta in qualità di lavapiatti/mozzo.
In pratica, lavorando per 8 giorni sulla nave ho ricevuto in cambio vitto, alloggio e 3 immersioni al giorno.
Un affare!
Anche perché, essendo questa volta parte della ciurma, mi sono divertito di più di quando ero sulla nave solo come cliente.
Alcune cose:
- Svegliarsi ogni mattina alle 5:30 e praticamente immediatamente saltare nell’acqua a 23° C mi ha temprato parecchio;
- Lavare i piatti è divertentissimo. Cioè, in realtà io credo di avere un problema, che in realtà non è un problema, ovvero che mi piace tutto. Cioè, spesso trovo veramente difficile scegliere cosa mi sia piaciuto di più di un’altra cosa, perché mi sembrano entrambe delle figate. Quindi sembra tipo che io sia un ignavo, ma boh, è tutto bellissimo!
- Lavare i piatti in mezzo all’oceano mi ha dato l’idea per un fantastico show televisivo che si chiamerà Extreme Dishwashing, dove ogni settimana persone famose vengono in studio a lavare i piatti;
- Chiaramente è impossibile passare una settimana su una nave in mezzo all’oceano senza pensare a Lost. E io ho passato tutta la settimana a parlare di viaggi nel tempo col macchinista della nave (il vero Kevin Johnson della situazione);
- Conoscere gente è una figata, e sulla nave ne ho conosciuta una marea! La cosa bella è che poi Cairns è un buco di città, quindi una volta tornato sulla terraferma continuavo a incontrare persone che conoscevo!

 

Ecco, credo che per ora da Cairns sia tutto. Ma tornerò (spero) presto.

 

Qui, se vi interessa, la mappa finale del giro che ho fatto nell’ultimo mese:

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09. luglio 2014 by vanooger
Categories: Australia, diario di bordo, viaggi | Leave a comment

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