Oh, goodbye! I heard you were leaving!

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[Ho prenotato MESI prima il posto finestrino e quei maledetti mi hanno assegnato sull'ala. LI ODIO.] 

C’è un motivo se nelle ultime due settimane non ho aggiornato il blog: mi stavo nascondendo!
Sono infatti ritornato in Italia il 13 luglio (giusto in tempo per vedere i supplementari della finale dei mondiali), ma siccome mi piace trollare la gente avevo organizzato un concerto col Complesso Architettonico simulando una chiamata skype dall’Australia e apparendo poi a sorpresa sul palco (scherzone riuscito alla perfezione, se non per il fatto che non si è presentata molta gente ad assistere al concerto).

Ma cos’è dunque successo negli ultimi giorni in Australia, che ora mi sembrano una vita fa?

Negli ultimi giorni trascorsi a Cairns, quando ormai avevo finito di lavorare sulla nave e non mi rimaneva che aspettare il 9 luglio per prendere il volo che mi avrebbe riportato a Gold Coast, mi sono dedicato a una delle cose che preferisco: girare a caso.
La cosa belle di Cairns, che in questo senso ricorda Verona, è che è un buco di città. Che certo, per alcuni aspetti non è che sia fantastico, ma dall’altro lato ti permette di uscire di casa senza programmi e senza sentire nessuno che tanto poi qualcuno che conosci con cui fare qualcosa lo trovi di sicuro.

Per esempio un giorno, che rimarrà negli annali come “il giorno in cui ho speso meno soldi in assoluto per mangiare”, scegliendo un percorso diverso per ritornare all’ostello dove dormivo, mi sono imbattuto per caso in Dustin, un ragazzo americano che avevo conosciuto la settimana precedente a bordo della nave dove lavavo piatti.
Dustin stava leggendo un libro seduto sul marciapiede mentre aspettava la sua morosa, Rachael, per andare con lei all’aeroporto per tornare a Brisbane.
Ora, Brisbane era anche la meta finale del mio viaggio, perché era da lì che sarei ripartito per tornare in Italia, e anch’io ci sarei andato a giorni.
Parlando con Dustin ho scoperto che anche lui sarebbe ripartito il mio stesso giorno da Brisbane per tornare negli States.
Gli ho detto che allora ci saremmo dovuti incontrare la sera prima per festeggiare la fine del nostro viaggio in terra australe, e lui ha subito accettato.
Quando è arrivata anche Rachael, che a Brisbane ci vive, le ho chiesto se fosse possibile lasciare a casa sua la mia valigia gigante, che difficilmente sarei riuscito a portare in un pub.
Lei ha detto che sì, certo che potevo.
Siccome stavano aspettando il bus per andare all’aeroporto, Dustin e Rachael avevano già tutti i bagagli ammucchiati in strada. Tra questi c’era un pacco sottile lungo circa due metri.
Ho chiesto cosa fosse, e Dustin mi ha detto che era un fucile da pesca subacquea.
Gli ho chiesto cosa se ne facesse di un fucile simile in un posto come la Barriera Corallina, visto che tipo tutto protetto.
E lui mi ha detto che in effetti non aveva avuto molte occasioni di utilizzarlo lì a Cairns, ma che nei giorni seguenti sarebbe andato sulla Sunshine Coast a pescare. E mi ha invitato ad unirmi a lui.
Ho chiaramente accettato, ma gli ho detto che non avevo un posto dove dormire a Brisbane, e così sono anche stato invitato a dormire a casa di Rachael.
Ora della fine ci ho guadagnato due giorni pazzeschi con gente splendida, grigliate, una pizzata (cucinata da me), una maratona di Jurassic Park (!!!), una notte a Brisbane e sono pure stato sulla Sunshine Coast, che mi mancava. E l’ultimo giorno mi hanno anche portato in macchina all’aeroporto!
E non è tutto! Quando siamo andati a pescare col fucile abbiamo trovato, sul fondo dell’oceano, un altro fucile! Che ho tenuto e portato in Italia con me! (Sì, sugli aerei non puoi imbarcare il dentifricio ma puoi portare fucili da pesca subacquea. È bellissimo!)
Tutto perché ho scelto di cambiare strada per andare all’ostello!
Fantastico!

 

Il volo di ritorno è stato lunghissimo, e questa volta non ho fatto lo stop over di due giorni a Dubai, quindi me lo sono dovuto sorbire tutto di fila.
Ma devo dire che tutto sommato non mi è pesato più di tanto, e sono più che disposto a rifarmelo anche domani per ritornare in Australia.
Ho anche avuto modo di guardare tipo un miliardo di film! Tra gli altri ho visto anche Smetto quando voglio, che mi ha fatto ridere di gusto.

Tornando alle trollate, questo è come mi sono presentato ai miei genitori quando mi sono venuti a prendere all’aeroporto (tenete conto che arrivavo da Dubai, quindi ero plausibile):

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Mentre nelle quasi due settimane che sono passate dal mio arrivo al concerto in cui mi sono rivelato al mondo intero ho anche trovato il tempo di presentarmi (a sorpresa!) da mia sorella a Berlino.
Una volta, quando dovevo prendere un volo, io ero molto paranoico e andavo all’aeroporto tipo 3 ore prima. Il viaggio in Australia in questo senso mi ha cambiato, e tre ore prima di prendere il volo per Berlino non avevo neanche idea che ci sarei andato! Ho prenotato il volo alle 17:15 e sono partito alle 19:30. Pazzesco!

28. luglio 2014 by vanooger
Categories: Australia, diario di bordo, viaggi | Leave a comment

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