Quello che ho imparato sul Buddismo in 3 giorni a Bangkok

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Cosa sono andato a fare 3 giorni a Bangkok?
Il perché è in parte spiegato nel post precedente, ma la ragione principale è che a Bangkok c’è un grattacielo abbandonato che volevo assolutamente visitare (tutto per quella storia che ogni volta che vado in una città vado a visitarne il punto più alto).
Di questo grattacielo, chiamato Ghost Tower, ero venuto a conoscenza questa primavera quando sono stato in Portogallo. A Lisbona avevo infatti conosciuto un tizio che si definiva uno “Scienziato dell’avventura” che in pratica diceva che era pagato per girare il mondo a fare ricerche su cosa spinga la gente a vivere esperienze avventurose. Aveva anche sviluppato l’algoritmo per vivere un’avventura. In realtà sono abbastanza certo che fosse tipo un milionario che non aveva nulla di meglio da fare.
Sta di fatto che ‘sto tizio era appena stato a Bangkok in cima alla Ghost Tower e il ho pensato “Figata! Ci voglio andare anch’io!”.
Peccato che da settembre abbiano intensificato i controlli e cambiato tutto il personale di sicurezza (prima bastava “corrompere” una guardia per entrare).
Quindi niente Ghost Tower per me.

L’esperienza a Bangkok rischiava di rivelarsi pericolosamente simile a quella fatta a Dubai due anni fa, se non fosse che ora ho (forse) imparato che quando vado in posti a caso come questi è meglio prenotare da dormire in anticipo.
Quindi, la sera prima di partire, ho prenotato due notti in un magico ostello che per 9 euro al giorno offriva la colazione e un indice di sicurezza del 95%.
Ora, a Dubai avrò pure imparato a prenotare in anticipo, ma a quanto pare non ho ancora imparato a preoccuparmi di dove si trovi l’ostello. Senza internet e senza una mappa ho dovuto ingegnarmi un po’.

Un paio di prime impressioni su Bangkok: aria inquinatissima (mi è venuto mal di gola dopo 5 minuti), traffico incredibile (ogni attraversamento pedonale è una botta di adrenalina pazzesca), bancomat che sputano fuori prima i soldi della tessera (!!!), metropolitana fatta un po’ a cazzo (come a Dubai un po’) e, e questo l’ho imparato a mie spese a Istanbul, questa è la prima città in cui ho realizzato subito che forse non era una buona idea bere a collo l’acqua del rubinetto.

Anyway, sono arrivato in ostello e sono morto sul letto (in generale ho tipo dormito un sacco durante la mia permanenza a Bangkok). Dopo tipo 3 ore mi sono svegliato coperto di sudore (35 gradi!), ho fatto una doccia incredibile e sono andato a fare un giro per la città.
Sostanzialmente ho scoperto che è tipo la città più grande in cui sia mai stato, e a parte vedere la Ghost Tower (da fuori) e mangiare non ho fatto gran ché.

Dopo un’altra dormita incredibile, il secondo giorno ero pronto a esplorare la città.
Ora, il problema di Bangkok è che la metropolitana non collega i luoghi d’interesse turistico, quindi la sola opzione mi pareva quella di andare più vicino che potevo e poi proseguire a piedi.
Solo che le strade sono veramente intricatissime.
Nonostante ciò sono riuscito a raggiungere il Golden Buddha, che è appunto un Buddha d’oro alto più di tre metri.
Dopo aver visitato questo tempio mi sono incamminato verso la mia meta successiva, ed è proprio a questo punto che un tizio tailandese mi ha fermato, chiedendosi dove avessi comprato il mio bellissimo cappello.
Gli ho allora spiegato dove l’avevo preso e cosa ci facevo lì a Bangkok, al che lui mi ha chiesto dove fossi diretto e se ero già stato in varie parti della città. Ha quindi preso la mia cartina e ha cominciato a segnare luoghi che dovevo assolutamente visitare. Dopo avermi confezionato il tuor per la giornata mi ha chiesto come pensavo di recarmi in questi posti.
“A piedi?” “Ahahah, non credo proprio!” e mi ha tipo caricato di peso su uno di quei caratteristici furgoncini che portano in giro la gente in Asia (tuc tuc credo che si chiamino).

La prima tappa, decisa dal tizio che mi aveva fermato per strada, era il tempio del Lucky Buddha.
— Si badi che da questo momento in poi sarò nelle mani degli autoctoni, quindi ogni informazione riportata potrebbe in realtà essere un raggiro di qualche tipo —
Il tempio del Lucky Buddha (che poi, mi pare di aver capito, è il nome che danno un po’ a tutti i Buddha), mi è stato detto dal custode, è il primo tempio che è stato costruito a Bangkok. E, apparentemente, era l’ultimo giorno in cui si poteva visitare, perché dal giorno dopo l’avrebbero chiuso per “farlo diventare patrimonio dell’UNESCO”. Non ho capito molto bene. Che poi, sarà vero? Chissà.
Il custode del tempio è poi passato a spiegarmi che la Thailandia era una volta ricchissima di miniere d’oro e di zaffiri, che esportava in tutto il mondo. Ma ora le miniere si sono quasi esaurite e quindi il governo sta per mettere una tassa sui gioielli. E che quindi quello era l’ultimo giorno buono per comprare dei gioielli, e che SR l’avessi fatto il loro valore sarebbe aumentato un sacco nel giro di pochi anni.
Mi ha pure consigliato quale fosse il miglior gioiello da acquistare (orecchini d’oro giallo con zaffiri blu) e mi ha fatto vedere quello che si era comparato lui, dicendomi cher l’aveva pagato 2000€ ma che l’avrebbe rivenduto, nel giro di un paio d’anni, a non meno di 12000€.
Quindi ecco, nel tempio buddista mi sono beccato una lezione di economia. Mi sa che del Buddismo non ho capito molto.

A questo punto il custode del tempio mi ha ributtato sul furgoncino e mi ha fatto portare in una gioielleria. Ovviamente sono entrato e uscito nel giro di 5 secondi.

La tappa successiva è stata il Golden Mount, ovvero un’altro posto con un tempio. Che però era in cima a una collina e quindi si vedeva un po’ la città. Ah, qui dei tizi mi hanno chiesto se potevo farsi una foto con me. Mah.

Ora, fino a qui ci ero arrivato con il primo furgoncino, che avevo pagato 60 baht (tipo 1,70€). Onesto.
Però a questo punto il mio furgoncino di fiducia mi aveva abbandonato, e mi è toccato cercarne un altro.
Che per fare un tragitto più o meno uguale mi ha chiesto 200 baht.
Tra l’altro io volevo che mi portasse al palazzo reale, ma lui mi ha detto che era ancora chiuso e mi ha allora portato a fare un giro in barca lungo il fiume.
Tornato dal giro in barca sono andato al palazzo reale, ma… Mi hanno detto che aveva appena chiuso! Ma come!?

Scartato definitivamente il palazzo reale ho trovato un altro furgoncino che per 30 baht mi ha portato in altri dire templi. Però lungo la strada mi ha portato anche in un negozio in cui facevano vestiti di misura per farmene comprare uno (è proprio il loro metodo di spennare i turisti: giro in furgoncino a pochi soldi ma con visita obbligata al negozio che dicono loro).
Sfuggito alle grinfie dei sarti tailandesi me ne sono tornato in ostello.

L’ultimo giorno, prima di andarmene all’aeroporto, sono andato, come da tradizione, a fare la cacca in cima al grattacielo più alto della città.

Fine.

14. dicembre 2015 by vanooger
Categories: Nuova Zelanda, viaggi | 1 comment

One Comment

  1. Una delle cose più suggestive di Bangkok. Ora l’hanno chiusa però (almeno fino a nuovo ordine). Ci ho scritto un piccolo articolo anch’io, se vuoi darci un’occhiata https://matteoianna.com/it/cose-da-fare-e-vedere-a-bangkok-la-ghost-tower/

    Ciao!
    Matteo

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