Back in OZ

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L’unica tappa obbligata del mio volo verso la Nuova Zelanda era quella a Sydney. In realtà andava bene una qualsiasi altra città australiana, ma, dovendo scegliere, almeno a Sydney avevo qualcuno che mi ospitasse…

Il motivo principale per cui dovevo fermarmi in Australia era che dovevo andare in banca a sistemare un paio di cose sul mio conto australiano, che avevo lasciato aperto quando me ne ero andato.
Quindi, la prima tappa a Sydney è stata la banca. Sono andato direttamente lì dall’aeroporto, con lo zaino in spalla e tutto sudato. Appena è arrivato l’impiegato a servirmi gli ho chiesto scusa per come mi presentavo.
Sbrigate le faccende economiche mi sono recato a casa del mio amico Ruben, che mi avrebbe ospitato per le due notti che avrei passato a Sydney.

Ruben l’ho conosciuto due anni fa, appena prima di partire per l’Australia la prima volta.
Ero andato a salutare Giorgio Pizza, ovvero il tizio che ha tenuto il corso da pizzaiolo che avrvo appena frequentato.
Quando sono tornato a trovarlo mi ha presentato alla sua nuova classe dicendo che me ne stavo per andare in Australia. A quel punto Ruben, che era uno della classe, ha detto che anche lui stava per andare in Australia.
Io partivo il 16 luglio, lui il 16 settembre, ed entrambi volavamo su Brisbane (una scelta meno comune di Melbourne o Sydney). Quindi siamo diventati amici.
Quando è arrivato in Australia l’ho subito invitato a casa mia e assieme siamo andati a visitare Byron Bay, il punto più a est della costa australiana.
Quindi ecco, ora era tempo che Ruben ospitasse me.

Ruben mi aveva detto che quando sarei arrivato lui non sarebbe stato a casa, ma che ci sarebbe stato il suo coinquilino Adam. Mi aveva anche detto che quest’ultimo era un po’ pazzo.

Mentre mi dirigevo a casa di Ruben la stanchezza ha cominciato  a farsi sentire (nell’ultimo volo non ero riuscito a dormire) tanto che mentre ero in autobus sono crollato dal sonno e mi ha svegliato il rumore del mio portafoglio che mi è scivolato di mano ed è cascato ed terra.
Quando sono arrivato a casa dunque non volevo altro che farmi una doccia ed andare a dormire.
Però qui ho incontrato Adam.
Era in giardino che riparava una macchina, quindi mi ha detto di entrare in casa che lui sarebbe arrivato subito.
Poco dopo è arrivato, dicendo che aveva caldissimo. “Anch’io! Devo assolutamente fare una doccia!”. “E perché non un bagno al mare?”.
Pareva brutto dire di no, e quindi un secondo dopo ero in macchina con lui e il suo cane.
Siamo andati in spiaggia, abbiamo fatto il bagno e ci siamo ridiretti verso casa, dove non vedevo l’ora di dormire.
E invece lui mi fa “Tu suoni la chitarra?” “Sì” “E allora adesso devi venire giù in garage, che ho una sala prove e jammiamo un po’”. MA IO VOGLIO DORMIREEEEE. ” Certo!”.
E via! Un ora e mezza di schitarrate, peraltro super interessante perché Adam mi ha insegnato un sacco di cose.
Fatta anche questa sono andato con lui, che tra l’altro, con una tecnica interessantissima, guida mentre guarda The Big Bang Theory sul suo telefono, a fare la spesa. Perché comprava roba per la cena e pareva brutto non accompagnarlo.
Mentre tornavamo indietro ha detto “Wow, se il vento cala ti porto al parco a far volare il mio aereo radiocomandato”. Io ero terrorizzato.
Fortunatamente il vento non è calato, così ho potuto schiantarmi sul divano e dormire per un paio d’ore.

La sera ho cenato con Ruben (cioè, in realtà lui mi ha guardato mentre mangiavo) e poi abbiamo giocato a freccette contro Adam e un altro coinquilino. Italia controllo il resto del mondo. E abbiamo incredibilmente vinto!

Il giorno dopo sono andato a fare colazione al lavoro da Ruben, e poi sono andato a trovare mio cugino, che abitata Sydney e ha un locale in centro (!!!).
E che tra l’altro quattro anni fa era andato in Nuova Zelanda, quindi aveva qualche consiglio da darmi.
Dopo essermi accordato per ritornare a trovarlo la sera sono tornato a casa per cenare con Ruben: tortellini made in Australia (che non erano male e hanno il pregio di essere confezionati in pacchi da più di 600 grammi) ripieni di prosciutto e formaggio e conditi con panna e altro prosciutto.
Poi io, Ruben e Adam siamo andati da mio cugino, che, credo di averlo già scritto da qualche parte, è il mio Personal Alcohol Assistant. In pratica io con mio cugino Alessandro non ci ho mai passato troppo tempo in Italia, ci saremo visti giusto un paio di volte a qualche pranzo di famiglia. Eppure la prima volta che sono andato a Sydney lui mi fa “Assaggia questa birra, che secondo me ti piace..” ed era tipo buonissima. E poi “Prova un po’ questo cocktail” ed ora è il mio cocktail preferito. Pazzesco.
Quindi ora mi affido a lui per le mie decisioni alcoliche.
Dopo il bar di mio cugino Adam ci ha portato in un altro paio di locali e punti panormaici (tipo quello da cui ho fatto la foto qui sopra) e infine a casa.

Il giorno dopo ho preso il volo più incredibile della vita con direzione Nuova Zelanda.
Ero già gasato perché partivo dallo stesso aeroporto di Lost, ma quando al momento dell’imbarco hanno chiamato all’altoparlante Hugo Reyes sono impazzito. Giuro che è successo. Forse è un inside joke tra gli addetti dell’aeroporto di Sydney, non so. Però giuro che è successo.

15. dicembre 2015 by vanooger
Categories: Australia, Nuova Zelanda, viaggi | Leave a comment

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