Il karma

Questi primi giorni di Nuova Zelanda sono molto confusi.
Sono molto indeciso se mettermi a viaggiare come in matto o cercare prima un lavoro.
Quindi le mie giornate si dividono a metà tra la consegna di curriculum e la ricerca della giusta attrezzatura da campeggio.
L’attrezzatura da campeggio mi serve perché una delle idee papabili per questo viaggio e quella di andare a distruggere l’anello.
Per fare ciò mi sono portato tenda, sacco a pelo e tutto il resto, e tra le altre cose anche un fornello a gas. Senza bombola però, perché 1) a casa non ce l’avevo e 2) non ero troppo sicuro di poterla portare in aereo.
Quindi, la mia giornata di martedì è stata colmata dall’andare in giro per negozi di attrezzatura da campeggio alla ricerca della bombola. Ero inoltre alla ricerca di qualcuno un po’ esperto riguardo ai sentieri neozelandesi per verificare la fattibilità del percorso.
In tutti i negozi che ho girato mi hanno detto che la bombola non ce l’avevano, e che era impossibile trovarla in tutto il paese. In un negozio però, quantomeno, mi hanno detto che se fossi tornato il giorno seguente avrei trovato un commesso esperto di camminate che avrebbe saputo rispondere alle mie domande.

E così mercoledì mattina sono tornato al negozio.
Proprio davanti all’entrata sono stato bloccato da un monaco francese (!?) che mi ha attaccato il cosiddetto “ciodo” cercando di vendermi un libro sulla sua religione.
Mi fa “Tu hai familiarità col concetto di karma? Questo libro può aiutarti a metterti in pace con l’universo per migliorare la tua vita…”. Al che io ho risposto “Bitch, please… Il mondo mi ama, non ho bisogno di un libro sul karma per migliorare la mia vita”. Dopodiché sono entrato nel negozio.

Il butel che doveva essere un esperto camminatore neozelandese non era poi così esperto, ma ha saputo comunque darmi qualche informazione. Proprio quando la nostra conversazione stava per volgere al termine, non avendo nulla di meglio da fare, ho deciso di mostrare anche a lui il mio fornellino, per vedere se aveva qualche idea su dove trovare la bombola.
Anche lui ovviamente mi ha detto che non avevo speranze, al che mi sono diretto al reparto fornellini per cercare un’alternativa. Mentre ero lì che guardavo i prodotti esposti lui è arrivato con un fornellino in mano, dicendomi “Sai che c’è? Se questo funziona te lo regalo!”.
Funzionava.
Me l’ha regalato.
(Mi ha detto che l’avevano trovato nel retrobottega e non sapevano da dove venisse, visto che non era uno dei loro prodotti).

Uscito dal negozio, e mostrato il prodotto del mio karma al monaco francese, ho deciso di vedere cos’altro di epico poteva succedere.
Sono dunque andato al cinema a vedere se avevano ancora biglietti per la proiezione di mezzanotte di Star Wars.
Trovato.

Quindi, sulla via del ritorno verso il mio ostello, ho deciso di entrare in un ristorante per lasciare il mio curriculum, che non si sa mai.
Sono entrato, ho chiesto se potevo lasciare il curriculum e mi hanno detto di andare in cucina a cambiarmi, perché avevano subito bisogno di me.

Pazzesco.

Detto ciò, siccome ieri ho visto un film di JJ Abrams, aggiungiamo un po’ di mistero.
Sono in Nuova Zelanda da 5 giorni e nessuno, NESSUNO, ha il mio numero di telefono. Eppure l’altra mattina mi sono svegliato con un messaggio in segreteria (che non ho ascoltato perché non avevo soldi). E poi il giorno dopo un numero sconosciuto mi ha chiamato, io ho risposto e ha messo giù.
Forse non sono solo su quest’isola.

17. dicembre 2015 by vanooger
Categories: Nuova Zelanda, viaggi | Leave a comment

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