Erbe aromatiche e coniglio al ragù. Magari!

Ovvero: cosa mangio lungo il Te Araroa.
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Un buon 50% dei miei pensieri quotidiani mentre cammino è rivolto al cibo.
Dalla prima settimana sul Richmond Range, dove il cibo scarseggiava, vivo nel terrore di ritrovarmi senza.
Inoltre c’è da considerare che ogni giorno mi sottopongo a uno sforzo fisico abbastanza sostenuto, quindi il mio fabbisogno aumenta.
Per non parlare del fatto che tutto ciò che mangio me lo devo portare sulle spalle, e a volte devo portare 7-8 giorni di cibo alla volta (in realtà ormai quei giorni dovrebbero essere passati).
Tutto si riduce a una sola domanda: di quanto cibo ho veramente bisogno?

Il problema che mi trovo ad affrontare è simile a quello che devono risolvere le varie agenzie spaziali quando si trovano a lanciare un carico in orbita.
Il grosso problema dei voli spaziali è infatti costituito dal carburante.
Funziona così: per lanciare in orbita un determinato peso c’è bisogno di una determinata quantità di carburante. Che però pesa. Quindi poi c’è bisogno di un tot di carburante per sollevare il peso dell’altro carburante. Che a sua volta necessità di essere sollevato, richiedendo altro carburante. Capite il problema?
Per percorrere X km sul sentiero ho bisogno di una certa quantità di cibo, che però rende il mio zaino più pesante. E per far fronte alla fatica di uno zaino più pesante ho bisogno di più cibo.
C’è di più! Nei primi anni dell’esplorazione spaziale la Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, dovette cambiare il carburante che usava per i razzi perché gli ingegneri russi addetti al rifornimento se lo bevevano!
Allo stesso modo anche a me piace mangiare il mio carburante, quindi ne voglio di più!

La dieta lungo il sentiero va perfezionandosi, soprattutto perché ogni volta che si chiacchera con qualcuno in un Hut i discorsi vertono sul cibo. E così ci si scambiano consigli e si scoprono nuovi cibi.

Colazione
Il primo pasto della giornata, quello che ti mette in moto. Senza dubbio il più importante*.
La mia colazione consisterebbe in una scodella di cereali e un po’ di cioccolato, ma poi ho sempre ancora fame, quindi ci aggiungo qualcosa preso dalla sezione Merenda, quindi si veda più avanti.
Per concludere la mia colazione bevo un tè. Al momento bevo Irish Breakfast, perché avevo letto su internet che è il miglior tè del mondo. Prima avevo bustine di New Zealand Breakfast, di cui chiaramente ignoravo l’esistenza prima di venire qui e che non è male.
Il tè lo bevo senza zucchero, primo perché dovrei portarmelo dietro e secondo perché quando ero a Bangkok, un paio di mesi fa, e in ostello mi hanno servito il tè a colazione, non avevo nessuna voglia di alzarmi e fare letteralmente due metri per prendere lo zucchero. E così l’ho bevuto senza. Ora, non so se fosse per qualcosa che avevo mangiato prima che aveva predisposto la mia bocca in qualche modo, ma quell’English Breakfast senza zucchero è una delle cose più buone che abbia mai bevuto. Si punta dunque a replicare l’esperienza.

Merende
Ovvero i vari pasti lungo il cammino, quelli che ti danno effettivamente l’energia per camminare: i pasti più importanti*.
La prima merenda della giornata, di solito dopo un paio d’ore di cammino, la chiamo, in puro stile Hobbit, Seconda Colazione. Per quelle successive non ho bisogno di un nome, ho solo bisogno di cibo.
Queste merende si compongono un po’ di tutto quello che riesco a trovare.
Principalmente cioccolato, barrette energetiche e datteri.
Nella sezione cioccolato, oltre a una tavoletta che non può mai mancare, troviamo anche le M&M’s, alle arachidi ovviamente, che oltre ad essere buonissime hanno il grande vantaggio di non sciogliersi col caldo.
Le barrette energetiche ho cominciato a mangiarle quando sono tornato a Nelson dopo il Richmond Range. Ero andato al supermercato per procurarmi tutto il cibo che potessi trovare, e all’ingresso avevano una stranissima promozione: un pacco di barrette energetiche costava 4 dollari, ma se ne compravi due in totale costavano 3 dollari. Assurdo.
Ma qui in effetti i prezzi sono sempre un po’ a caso. Che se si fa attenzione al prezzo al chilo si risparmia veramente un sacco.
I datteri sono una delle svolte per quanto riguarda il cibo. Me li aveva fatti scoprire il mio amico Filippo quando ancora stavo ad Auckland e dovevo cominciare a camminare. In pratica al Countdown, che è una catena di supermercati, hanno un reparto dove vendono la roba al peso. Ci sono vari scompartimenti con diversi tipi di frutta secca e mix. Solo che costano tutti un casino. I datteri invece costano meno di un dollaro al chilo e sono un vero affare.

Pranzo
Il pasto centrale della giornata, quello che ti spinge per un’altra ora quando è mezzogiorno e poi ti dà la forza per completare il tragitto. Probabilmente il pasto più importante*.
Il pranzo si compone di wrap (tortilla, piadine, chiamatele un po’ come volete) con vari ripieni.
Il grande vantaggio dei wrap sul pan carré è che i primi possono essere comodamente alloggiati nello zaino senza venire schiacciati.
Quando ho fatto la prima spesa con Jules avevamo calcolato due wrap a testa per pranzo, ripieni di tonno. Ahahah, che illusi. Ora il mio pranzo consiste in tre wrap con formaggio, salamino e burro di arachidi. E poi c’è sempre bisogno di aggiungere qualcos’altro dalla sezione merenda.

Cena
La ricompensa alla fine della giornata, quando puoi finalmente mangiare quello che vuoi senza rischiare di appesantirti. Quindi il pasto più importante*.
La prima volta che ho fatto la spesa c’era una super offerta sulle confezioni di riso pronto dello Zio Ben (Uncle Ben’s). Due confezioni di riso, da due porzioni ciascuna, costavano 5 dollari. Ne abbiamo prese tipo venti.
Sul Richmond Range ero con Jules, quindi mangiavo quella che era una porzione consigliata. Poi mi sono ritrovato da solo e sono passato a mangiare un’intera confezione da solo. Poi sono passato a una confezione più una scatoletta di tonno (quando ho iniziato a mangiare il salamino a pranzo). Qualche volta ho pure mangiato due confezioni (mezzo chilo di riso!) più il tonno. Senza che questo mi saziasse.
Quando finalmente ho finito il riso dello Zio Ben ho potuto variare la mia dieta con le nuove scoperte fatte sul sentiero.
Ora mangio pasta pronta (che comunque ci impiega 10 minuti a cuocere) a cui aggiungo formaggio, salamino e soprattutto i mitici Surprise Peas. Ovvero piselli disidratati che tutti hanno sul sentiero.
Dopo cena, se le scorte lo permettono, mi faccio un dolce.
Il dolce si compone di un wrap con burro di arachidi, cioccolata, e quello che c’è. Ovvero datteri, cereali o altro. O solo burro d’arachidi e cioccolato (che ultimamente ho iniziato anche a mangiare da soli, senza wrap cioè. Buonissimi).

* Oh, che vi devo dire? Mangiare è importante!

18. febbraio 2016 by vanooger
Categories: Nuova Zelanda, Te Araroa, viaggi | Leave a comment

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