La Compagnia si scioglie

Te Araroa parte sesta: da Lake Tekapo a Twizel (senza camminare in realtà…)
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I piani per la mia permanenza a Lake Tekapo erano molto semplici: riposare.
Però lì vicino, a un paio d’ore di pullman, c’era il Monte Cook, la montagna più alta della Nuova Zelanda, e non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione per visitarla.
Tanto più che alle sue pendici, al Mt Cook village, c’era un museo dedicato a Sir Eddmund Hillary, neozelandese e, per chi non lo sapesse, prima persona a scalare l’Everest.
Anche Chris contava di fare una visita al Mt Cook, però aveva il vincolo del suo colloquio per la borsa di studio il 12.
Dal canto mio invece io pianificavo di saltare la sezione seguente, visto che erano una sessantina di chilometri su strada, e di recarmi direttamente a Twizel, la città successiva. Questo piano si sposava perfettamente con la mia gita a Mt Cook, visto che potevo prendere l’autobus da Tekapo all’andata e poi fermarmi a Twizel al ritorno, risparmiando così una corsa.
Sarei volentieri andato a Mt Cook con Chris l’11 febbraio, ma per quella sera non c’era posto dell’ostello di Twizel, quindi ho dovuto rimandare di un giorno.
E poi il programma di Chris era abbastanza folle, visto che in 6 ore (il tempo tra l’autobus dell’andata e quello del ritorno) voleva fondarsi in cima al Mt Olliver, la prima montagna scalata da Hillary, e tornare giù.
Quindi l’11 me ne sono stato pacificamente a Tekapo, passando la giornata riparando cose (il materassino ha richiesto un secondo intervento) e mangiando senza vergogna.
Ho cominciato la giornata mangiando un’intera confezione di biscotti, che avevo calcolato doveva durarmi per due giorni, poi a pranzo mi sono fatto un’altra carbonara, 200 g, per finire gli ingredienti avanzati dalla sera prima.
Poi ho mangiato metà di un’altra scatola di biscotti, che avevo comprato per rimpiazzare la prima.
La sera, secondo un volantino appeso in ostello, doveva essere la serata hamburger. Ovvero dalla reception ordinavano hamburger per tutti e li facevano consegnare lì. Solo che quando siamo andati a ordinare ci hanno detto che il volantino era vecchio e che non la facevano più. Ma io ormai avevo voglia di hamburger!
A quel punto io, Chris e un altro ragazzo conosciuto in ostello, Lucas, ci siamo recati al pub più vicino (nonché unico pub) per cenare. Sulla via però siamo passati a fianco al supermercato, e Chris ha deciso di comprare qualcosa da cucinare. Lucas ha quindi deciso di aggregarsi a Chris, e siccome ero rimasto da solo mi sono unito anch’io.
Con soli 8 dollari a testa abbiamo comprato il macinato, i panini, pomodoro, insalata, patatine fritte e tutto l’occorrente per farci due hamburger a testa. E pure una vaschetta di gelato!
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La mattina dopo mi sono dovuto svegliare alle 6 per smontare la tenda e preparare lo zaino ed essere pronto per le 7:30 per prendere l’autobus per Mt Cook.
Il viaggio durava un paio d’ore, e sulla strada ci siamo fermati in un paio di punti panoramici a fare foto.
Mi sono intrattenuto parlando con l’autista, che mi ha raccontato che sulle montagne della zona vivono i Thar, che sono degli animali simili alle capre importati dall’Himalaya.
Verso le 9:45 l’autobus mi ha lasciato proprio di fronte al museo di Eddmund Hillary. Eravamo in una bellissima vallata e davanti a noi c’era un ghiacciaio gigantesco. Ogni tanto un pezzo di ghiaccio si staccava dalla parete e cascava giù.
Era ancora presto per visitare il museo (siccome era vicino alla fermata dell’autobus volevo tenerlo per la fine della giornata) quindi mi sono incamminato su per la Hookers Valley, una valle che si apriva sulla vista migliore del monte Cook.
Il sentiero era facilissimo, 5 km con un dislivello di 80 metri, e il tempo splendido. Una pacchia.
Però, a differenza dei sentieri del Te Araroa a cui sono abituato, c’era un sacco di gente, roba che in alcuni punti dovevi sgomitare per andare avanti.
Alla fine della vallata, proprio sotto al ghiacciaio, c’era un lago freddissimo. E oltre il lago svettava Mt Cook, che tra l’altro avevo scoperto la sera prima essere il Caradhras nel Signore degli Anelli (la montagna che Saruman cerca di buttare giù per capirci).
Mi sono fermato a pranzare sul lago, e siccome avevo fatto una levataccia (in realtà mi ero alzato alla solita ora, ma la sera prima avevo fatto “tardissimo”) ho pure fatto un sonnellino.
Ho dormito un sacco e mi sono svegliato alle 12:45: ci voleva un’ora e mezza tornare giù e alle 16 ripartiva il bus: avevo pochissimo tempo per visitare il museo!
Ma in discesa vado velocissimo, e in un’ora ero davanti all’entrata.
Il museo in realtà è alquanto deludente: l’ingresso costa 20 dollari e dentro ci sono solo pannelli con foto. Nulla di entusiasmante.
Però col biglietto si accede anche al cinema dove proiettavano un documentario sulla vita di Sir Eddmund Hillary, e quello era abbastanza interessante. Peraltro la voce narrante era di un altro Sir a me noto: Ian McKellen!
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Nel tardo pomeriggio sono arrivato a Twizel, il primo paese che mi ha dato un senso di “ritorno alla civiltà”: due negozi di roba da campeggio, una banca, due supermercati (della stessa catena e a 50 metri uno dall’altro… Mah..) e un ostello gigantesco (e molto caro tra l’altro).
Quando sono arrivato i negozi di attrezzatura da campeggio erano già chiusi, ma io dovevo comprare una bombola di gas per il mio fornellino. Ho chiesto in reception se sapessero di qualche altro posto dove potessi comprarla e la ragazza al banco mi fa “Uhm, a volte c’è gente che le lascia qui… Aspetta che guardo… Ecco, tieni!”. E così ho ottenuto una (mezza) bombola gratis. Oh yeah.

21. febbraio 2016 by vanooger
Categories: Nuova Zelanda, Te Araroa, viaggi | 2 comments

Comments (2)

  1. Ma dai! Hai Saputo il giorno prima di mt cook
    E chi te lo ha detto

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