Ladri di biciclette

L’estate scorsa ho lavorato per alcuni mesi da Shake&Salad, l’Insalateria del mio amico Oscar.
Mi occupavo delle consegne in giro per la città per mezzo di una bici elettrica.
Ad ottobre, a causa dei miei studi, ho dovuto smettere di lavorare con Oscar, ma ho continuato a dargli una mano occupandomi di aggiornare la pagina facebook dell’insalateria di tanto in tanto.

Questo ci porta ad oggi. Erano le 13 e avevo appena pranzato. Mi ero appena spalmato sul divano per guardare la nuova puntata di Designated Survivor (una seriaccia, I know, but still) quando Oscar mi ha mandato su WhatsApp una foto della nuova bici con sotto scritto “rubata” e chiedendomi di postare la notizia su facebook.
Ora, qui c’è stato un piccolo momento a la Sliding Doors (film che temo di non aver mai visto).
Da un lato potevo starmene sul divano a guardare su Netflix, e la storia sarebbe finita lì.
Ma siccome non avevo particolarmente voglia di pensare a cosa scrivere sulla pagina facebook e un po’ anche perché in passato ho subito il furto di 7 (SETTE!) biciclette e da allora sogno di catturare un ladro di bici, ho deciso di fare un giro in motorino nella zona per vedere se riuscivo a ritrovare il mezzo.
Sono partito da casa mia e ho attraversato il Saval, Borgo Nuovo, Borgo Milano e lo Stadio. Stavo percorrendo via Albere in direzione Golosine quando, al semaforo della tangenziale (che avevo fortunatamente trovato rosso!), mi è passato davanti un ragazzo con una bici identica a quella rubata, con tanto di adesivo dell’insalateria.
Mi sono subito affiancato a lui, e qui devo dire che il ladro è stato molto professionale, perché quando gli ho chiesto della bici lui mi ha risposto con una calma impressionante che la bici era sua, e che se l’avessi seguito fino a casa mi avrebbe fatto vedere le carte che lo dimostravano.
Ora lo so, sono pirla io. Ho deciso di seguirlo.
Fatalità non avevo il cellulare in tasca, ma nel bauletto del motorino, se no avrei chiamato subito una volante.
Vabbé, comunque il ragazzo si lascia seguire, indicandomi pure la strada e aspettandomi ai semafori rossi, fino in Borgo Nuovo.
Mi fa segno di seguirlo giù dalla rampa di una parcheggio condominiale e lì, tra il colonnato, si dilegua.
Bestemmiando non poco per essermelo lasciato sfuggire, faccio il giro del palazzo e riesco a ritrovarlo.
Lui, vedendomi, si infila in un parco giochi in cui non potevo seguirlo col motorino ed esce dal cancello sul lato opposto.
Io faccio il giro dell’intero isolato in contromano e riesco a raggiungerlo un’altra volta. A questo punto la situazione è chiara, per cui gli dico di smetterla con le stronzate e di ridarmi la bici.
Lui continua a scappare.
Lo blocco col motorino e lo disarciono(!).

Al ragazzo qualche metro prima, prima ancora che lo bloccassi, era pure caduto il cellulare, quindi se ne torna indietro a riprenderlo, dicendomi pure che “Se si è rotto ti spacco la faccia!”.
Io chiamo la polizia e gli chiedo se vuole aspettare con me.
Lui si allontana a piedi dicendomi “Ma non potevi farti i cazzi tuoi?”.
Potevo. Ma anche no.

Cosa ho imparato, e anche voi potete imparare, da questa storia:
- Follow your dreams;
- La fortuna aiuta gli audaci;
- Chiudete SEMPRE la vostra bici;
- Non tutti i semafori rossi vengono per nuocere;
- Se un tizio guida una bici uguale a quella che vi hanno rubato, con tanto di adesivi, è facile che ve l’abbia rubata, quindi non fidatevi troppo di quello che dice;

Concludo con un’ultima informazione che ritengo significativa, specialmente di questi tempi: il ladro era italiano.

24. maggio 2017 by vanooger
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